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Dov’ero. No, dove sono (e resto).

Sono sorpreso di tutte queste risposte. E pensare che avevo pensato di disabilitare i commenti. Che fosse chiaro che non me ne aspettavo e sopratutto non ne cercavo.

Sembra poi che a più d’uno fossi tornato in mente proprio nei giorni o nelle ore immediatamente precedenti alla comparsa di questo post non previsto. Dovrò riconsiderare le mie opnioni su sensitivi e astrologi.

Dov’ero, mi si chiede, allora sento necessaria una precisazione. Il post di ieri era una specie di foglio appeso su una serranda abbassata da uno che passava di lì per caso. Il blog per com’era all’inizio quaderni di brutta è chiuso. Finito. Mi ha dato le risposte che cercavo, non ha più ragione d’esistere.

Resta solo una serranda abbassata. Anzi alzata, perché si vede e si legge ancora tutto, non ho tolto né cancellato niente. E allora se passo di qua e ho qualche scemenza in testa be’ magari la scrivo e ce la appendo ancora, a mo’ di tazebao. Tutto qui.

15 thoughts on “Dov’ero. No, dove sono (e resto).

  1. Ciao. Che ti piaccia o no, ogni tuo post è un piacere quando lo ricevo. Fosse anche scritto soltanto ” Ciao è tutto ok” sarebbe comunque un piacere da leggere. Semplicemente perché sarebbe un sapere che ci sei e che tutto procede. Ed è quanto basta. Buon risveglio Ste. 😛

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  2. Non mi piace quel che dici in questi post. WordPress che fa baldoria per niente. Visite, commenti e likes non sono niente. Pure se sono pochi. Pure se WordPress sembra che ci prenda in giro, che a conti fatti magari è davvero niente. Tu hai un blog e se pure non ti piace più quel che hai scritto, non ti ci rivedi più e hai intenzione di cambiare linea non è bello sottolineare che sei tanto sorpreso, sei da anni su questa piattaforma e sai che c’è chi ti legge, ti stima e ha piacere di ritrovarti nelle parole che scrivi. Ho letto quel che hai scritto come una mancanza di fiducia, una falsa modestia che non dovrebbe appartenerti giacché non sei un blogger alle prime armi. Come dire ‘si, si fate pure, tanto io cambio tutto qua’.
    E poi mi è sembrato di scorgere delusione, scoraggiamento e disillusione che vengono da qualche altra parte della tua vita adesso e che però hai messo in questi post che non c’entrano niente. Sono preoccupata…
    Non c’è nulla di male nel silenzio, ma romperlo così mi fa pensare che c’è qualcosa che non va e mi dispiace..

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    1. Questo è un commento che mi piace!
      Ogni tanto penso, dannazione, se riuscissi a far percepire anche il “non verbale” di quel che scrivo…. be’, c’è chi ci riesce di più, chi di meno… stavolta ci sono riuscito di meno (o per niente) e sia.
      C’è che riguardando indietro i post, di questo e soprattutto del blog precedente, quelli più personali voglio dire, scopro (o meglio lo sapevo già) che è sempre un dettaglio, un frammento (meglio se parziale, provocatorio e ogni tanto discutibile) che cerco di far passare. Cioè: scrivo non tanto per “affermare” qualcosa, quanto per far vedere una cosa che vedo – positiva negativa solare o scabrosa che sia – e generare ulteriore pensiero. Dibattito.
      Anche perché spesso io stesso non ho un’idea precisa al riguardo.

      In questo senso, il post qui sopra, viste le reazioni, ha colpito nel segno.

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      1. Questo è il tuo modo di comunicare e va benissimo, spesso lo faccio anch’io. Questa volta però hai rivoltato e messo sottosopra il cassetto che contiene tutte le cose di WordPress stesso, noi lettori compresi e credo tutti abbiamo pensato -aho, ma che gli piglia??-.
        E va bene. Però sappi che, secondo me, si può mettere sottosopra quel cassetto una volta soltanto -salvo casi eccezionali- sennò poi nessuno vuole rientrarci più 😛

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        1. Ho riletto il post e credimi, giuro che lo riscriverei identico.
          Sarò sciocco, miope, o proprio cretino, ma lo riscriverei uguale.
          Era uno slancio di ironia, soprattutto di autoironia… il primo a essere preso in giro là dentro sono io, e mi sorprende non si colga. Anzi mi spiace perché se non si coglie significa che ho mancato io.
          Pazienza.
          Questo scambio di opinioni mi piace assai, oltretutto ti stimo da tempo e per questo vale anche di più.
          Però se mi va di rivoltare e mettere sottosopra, temo che lo farò, lo farò di nuovo e pazienza se nessuno mi legge più. Se devo smettere di scrivere sciocchezze per timore di offendere, meglio dedicarmi ad altro, non trovi? Meglio i cassetti pieni di bigliettini idioti colorati cancellati e strappati, o quelli tutti in ordine e politically correct? Scrivere è terapeutico solo così. Almeno per me.

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          1. Vabé diciamo che rispetto a tutte le altre volte l’ironia l’ho sentita di meno, solo questo. Ovvio che non si può scrivere null’altro da ciò che ci si sente di scrivere. Questo è chiaro.
            In fondo volevo capire cosa c’era sotto, proprio perché è difficile non cogliere quel che intendi davvero… Comunque lo scambio di opinioni è stato proficuo per tutti, questo è il bello 😉

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          2. … e io diciamo che rispetto a tutte le altre volte sono stato un po’ più ruvido, dai, col rischio di apparirlo troppo. E in parte quindi posso capirti e darti ragione.
            Per me che sono fra quelli perplessi dal tono mediamente un po’ troppo molle (dico in generale, sia chiaro) di certi commenti sui blog resta uno scambio di opinioni molto gradito 😉

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  3. Mi limito a dire che non saranno mai scemenze. Non adulo, non è nelle mie corde, ricordo bene cosa ho letto qui o altrove di tuo. Il silenzio sarà anche la tua parte migliore secondo te, come hai scritto nel post precedente, ma quando lo interrompi scrivendo lasci una traccia.
    Spero che la serranda si colori di bigliettini variopinti. Senza fretta.
    Primula

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    1. Io ho un guaio.
      O una fortuna, non so.
      (Entrambi.)
      È che mi piace cercare le contraddizioni. In me stesso per primo, ché non ne sono immune.
      Il motto che ho preso dal vecchio blog, se ci pensi, ne è l’emblema. Se ci credessi davvero, starei zitto. Eppure scrivo, in flagranza di contraddizione. E continuerò, per mille ragioni. Eppure credo ancora a quel motto. Eppure…
      Andrei avanti all’infinito.
      Grazie del commento, che assieme agli altri recenti sono fra quelli che ho più apprezzato.

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  4. Ogni casa ha il suo tempo. Una serranda abbassata indica sempre un abbandono ma se non c’è stimolo, credo che questo sia giustificato.
    Sensitivo? No, semplicemente seguo un certo numero di blog, perché secondo me hanno qualcosa da dirmi, da insegnarmi. Il tuo era uno di questi. Quindi un prolungato silenzio mi fa pensare e mi dà da pensare.

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    1. Il post, come detto anche altrove, era in effetti provocatorio. Sono contento di aver provocato una reazione del genere, sembrerà paradossale ma la vostra è la miglior risposta che mi potessi aspettare.

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